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Upuphir

Upuphir

Location Melissano (LE) Italy

Year 2014

Project description

What is a Upuphir?

Upuphir is an experimental hybridization between a nest for birds and a menhir, but not only that.

Above all, Upuphir is a tribute to the megalithic culture that continue to show their grandeur in the European territory (Italy included), despite the many centuries passed through the teeming asceticism and decline of human civilizations. All this makes me dream of how the world could have been when even the homo sapiens species was numerically lower than other mammalian species, such as the wolf.

When I find myself in front of a menhir, I inevitably start to fantasize about how the perception of space could have been and how people lived in the territory, the natural resources, the active and physical existence (hard but true), the connection with Earth and the cycles of nature. There was no need to build parks and gardens to escape from the urban alienation. The relationship was in fact inversely proportional to the territorial, surrounded by green environments while the huts were just small oases inside of it. Back then, humans were used not to live in a dimension invented by ourselves (I refer to the urban fabric and especially to the Internet and the virtual world), but it was forced to sharpen perceptions rather than abstracting the real needs.

After this digression, back to the Upuphir!

Upuphir to me is the continuation of a creative path that started a few years ago, in which I consider sculpture as a living being or rather like a miniaturized world / habitat available for other beings. It can be considered “space taken from human occupation that is re-offered to other species”, that will be free to accept it or not. Regarding the Upuphir, I decided to place a stub nest on the top of it to provide a house for medium size birds. The network of branches that defines the skeleton of the installation is a structure recognized by passerines such as the robin. This kind of birds are used to nest in dense shrubs, especially considering that the climbing plants that I planted at the base of the structure will grow across the surface offering these species even greater protection. In fact, the sculpture is to be considered as a work in progress that will end once the vines have entirely covered the Upuphir with green leaves, while the birds live in the nest (we hope!).

Jasmine and various bells are just some of the many plants used. During spring, their flowers will likely attract a different kind of nectarivorous insects, such as butterflies and bees, while still other insects such as ants and beetles are already dwelling in fallen logs used for structure.

I want to say that the name Upuphir was born during the installation itself of the piece, as I dreamed that the nest was chosen by a Hoopoe! We will have to wait for next spring to find out what happens…

ITA

Che cos è l’Upuphir???

Upuphir è una sperimentale ibridazione tra un nido per volatili ed un menhir, ma è soprattutto un omaggio alla cultura megalitica che a discapito dei tanti secoli trascorsi attraverso le brulicanti ascesi e declini delle civiltà umane, continuano a mostrare la loro rocciosa imponenza su territorio europeo (anche italiano) e continuano a farmi sognare su come potesse essere il mondo quando ancora la specie homo sapiens era numericamente inferiore a molte altre specie mammifere e non, come ad esempio il lupo.

Quando mi trovo davanti ad un menhir inevitabilmente inizio a fantasticare su come potesse essere la percezione dello spazio ed a come si viveva il territorio anche livello di risorse naturali, all’esistenza fisica ed attiva (dura ma vera), al collegamento con la terra e i cicli della natura, a quando non era necessario costruire parchi e giardinetti per fuggire dall’estraniazione cittadina perché il rapporto territoriale era inversamente proporzionale e il verde era tutto attorno mentre le capanne erano piccole oasi rifugio dentro di esso, ed ancora a quando la giornata non si passava al 80% in una dimensione inventata da noi stessi (e mi riferisco al tessuto urbano ma soprattutto ad internet ed il mondo virtuale ) ma si era forzati ad aguzzare le percezioni piuttosto che astrarsi ed astrarre i bisogni reali.

Ma qui sto divagando, torniamo all’Upuphir!

Upuphir è per me la continuazione di un percorso installativo che sto portando avanti da alcuni anni in cui considero la scultura come un essere vivente, o meglio come un mini mondo/habitat per altri esseri che andranno a coesistere con e attraverso l’ installazione. Una sorta di spazio sottratto all’occupazione umana e riofferto ad altre specie che saranno libere di accettare o meno. Nel caso dell’Upuphir ho predisposto sul suo vertice un nido a tronchetto di media dimensione utilizzabile da volatili di taglia media per la nidificazione, inoltre l’intreccio di rami creato per definire lo scheletro dell’installazione è un tipo di struttura ben accolta dai passeriformi come il pettirosso che nidificano tra gli arbusti fitti, specie se consideriamo che le piante rampicanti che ho piantato alla base della struttura cresceranno su tutta la superficie offrendo a queste specie una protezione ancora maggiore. In effetti la scultura  è da considerarsi un work in progress che si concluderà una volta che i rampicanti la avranno ricoperta interamente, rendendola verde ed i volatili si saranno insediati (speriamo!).

Tra le specie vegetali usate vediamo il gelsomino e diverse campanelle, i quali fiori saranno in primavera un probabile richiamo per diverse specie di insetti nettarivori, come farfalle ed api, mentre tuttora altri insetti come formiche e coleotteri stanno già dimorando nei tronchi caduti usati per la struttura.

Voglio confessare che il nome Upuphir è nato per gioco durante l’installazione del pezzo, in quanto sognavo che il nido venisse prescelto da un Upupa! Dovremo aspettare l’avvento della prossima primavera per scoprire cosa effettivamente accadrà….